CYBERCRIME

Come crimini già presenti offline sono presenti negli strumenti digitali.

Introduzione

Il cybercrime, è l’attività criminale che utilizza gli strumenti digitali per compiere atti illeciti. Tra questi troviamo frodi tramite e-mail o messaggi, furti d’identità, di dati sensibili come carte di credito, informazioni aziendali interne, attacchi ransomware, cyberspionaggio e produzione di materiale pedopornografico. I crimini informatici crescono esponenzialmente a causa dell’utilizzo illecito delle nuove tecnologie come l’intelligenza artificiale.
Nel 2025 la Polizia Postale ha trattato più di 50.000 casi di crimini informatici. Il Centro Nazionale Anticrimine Informatico ha rilevato più di 9.000 attacchi informatici di interesse nazionale nel 2025 e diffuso 49.000 alert di prevenzione del crimine. Sul piano economico, i crimini informatici ammontano a una perdita di 275 milioni di euro per le aziende con 27.000 casi trattati dalla Polizia Postale in Italia.
EPISODI DI
CYBERBULLYING

La maggior parte degli adolescenti è vittima di molestie online in modo continuativo.

EPISODI DI
CYBERSTALKING

Lo stalking assume una nuova sfaccettatura e diventa ancora più invasivo per le vittime.

MATERIALE
PEDOPORNOGRAFICO

I bambini sono sempre di più vittime di contenuti online a sfondo sessuale.

Il cyberbullying come estensione del bullismo offline

Tra i crimini online più presenti e che colpiscono i giovani vi è il cyberbullying. Questo crimine consiste in forme di aggressione, molestia, ricatto o trattamento dannoso di dati personali tramite l’utilizzo dei social media o altri mezzi digitali.

La vittima in queste situazioni non solo subisce insulti ma viene anche imbarazzata con la pubblicazione di video o immagini che documentano l’aggressione subita nella vita reale. Secondo l’Istat, nel 2023 il 68,5% degli adolescenti è vittima di comportamenti offensivi e violenti offline ed online, per il 21% è stato un comportamento continuativo fatto da minacce o aggressioni fisiche, esclusione sociale e diffamazione.

Cyberstalking: le donne sono più a rischio

Il cyberstalking è una forma di molestia e persecuzione continuativa nel tempo ed effettuata tramite l’utilizzo degli strumenti digitali. È un atto che viene perpetrato a distanzia e riduce radicalmente la libertà e sicurezza della vittima generando sentimenti di paura e angoscia. Questo atto illecito è anche presente nel cyberbullying, con soggetti che interagiscono e minacciano ossessivamente la vittima online.
La difesa più efficace è interrompere subito ogni comunicazione, evitando di fornire informazioni all’attaccante. È fondamentale affiancare misure tecniche, come l’autenticazione a due fattori (MFA) e la revisione periodica delle impostazioni di privacy, riducendo così l’efficacia delle manipolazioni e proteggendo attivamente la propria identità digitale

L’elevata presenza di contenuti pedopornografici

I contenuti pedopornografici sono video o immagini che raffigurano minorenni in comportamenti sessuali espliciti. Questi materiali vengono diffusi e commercializzati online con interessi pedofili e spesso sono connessi a casi di violenza sessuale.
Secondo una ricerca del IWF, nel 2022 ogni due minuti compariva online un contenuto che mostrava abusi sessuali su un bambino. Inoltre, bambine e ragazze, soprattutto preadolescenti tra i 10 e i 13 anni, erano le protagoniste maggiori di questi contenuti. In alcuni materiali i protagonisti erano neonati. Nello stesso anno in Italia sono stati registrati 2.622 casi di pedopornografia online, i cui contenuti sono stati poi oscurati dalla Polizia Postale.
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